Cambi e ricambi a via Solferino

di Marco Stefano Vitiello

18 marzo 2019 – 17.19, RCS, nominato nuovo vertice Quotidiani. Piergaetano Marchetti è stato confermato presidente Rcs Quotidiani per il prossimo triennio. Lo rende noto un comunicato del Cda: nel consiglio di amministrazione entrano Giovanni Bazoli, Luca Cordero di Montezemolo, Diego della Valle, Cesare Geronzi, Antonello Perricone, Giampiero Pesenti e Marco Tronchetti Provera.

Cinque sintetiche righe per dire che del “Corrierone” (come lo chiamavano i lettori più affezionati) sembra non esserci più traccia.

Il Corriere della Sera è il quotidiano italiano che fu diretto da Luigi Albertini, da Mario Missiroli, da Giovanni Spadolini e sui cui si sono espresse le più grandi firme del giornalismo e della cultura italiani (tra cui, in ordine sparso, Dino Buzzati, Enzo Biagi, Eugenio Montale, Oriana Fallaci, Augusto Guerriero, Indro Montanelli, Leonardo Sciascia, Pier Paolo Pasolini, Giovanni Sartori, Gian Antonio Stella).

Con le nomine odierne, il quotidiano viene ad avere una “governance” (governo, autorità, dominio) ben lontana dallo spirito con il quale fu fondato nel 1876.

Per capire a quale punto è arrivato un pezzo fondamentale della stampa italiana, è necessario chiarire chi sono alcuni dei protagonisti in questione.

Giovanni Bazoli, ad esempio, è il banchiere  che fu chiamato dall’allora ministro del Tesoro Nino Andreatta per contribuire al salvataggio del Banco Ambrosiano, travolto dallo scandalo Calvi. Diresse poi la cessione della Rizzoli-Corriere della Sera e fu egli stesso beneficiario della transazione in quanto presidente della Mittel, una delle società che parteciparono all’acquisto del gruppo.

Cesare Geronzi è un altro banchiere (indagato per usura aggravata e concorso in bancarotta fraudolenta nel processo per il crac Parmalat) la cui carriera professionale è stata sorretta storicamente da amicizie politiche importanti, come quella di Giulio Andreotti dei primi anni Ottanta fino al sostegno ricevuto da una parte dei vertici di Bankitalia alla fine degli anni Novanta. Notevoli anche i finanziamenti ai partiti: nel 1996 i Democratici di Sinistra ricevono 502 miliardi di lire da Banca di Roma, secondo quanto riportato dalla Centrale Rischi Interbancaria della Banca d’Italia.

Giampiero Pesenti è Presidente di Italmobiliare e Italcementi. Con gli Agnelli, i Pirelli e gli Orlando la sua famiglia fu tra i membri del cosiddetto “salotto buono” di Mediobanca, alleanza di gruppi industriali e finanziari legati da partecipazioni incrociate e patti di sindacato (il figlio Carlo, è consigliere delegato di Italcementi e consigliere d’amministrazione di Mediobanca, Unicredit).

Marco Tronchetti Provera è Presidente di Pirelli & C. S.p.A., la società quotata alla Borsa di Milano a capo del gruppo Pirelli, presidente di Pirelli Tyre S.p.A (pneumatici) e di Pirelli & C. Real Estate S.p.A. (immobiliare). Oltre a essere Vice Presidente di Mediobanca, è nell’advisory committee del consiglio del fondo sovrano libico, Libyan Investment Authority e fa parte del Gruppo Italiano della Trilateral Commission.

Luca Cordero di Montezemolo (forse il più conosciuto) è Presidente della Ferrari S.p.A., della FIAT S.p.A., della Fiera Internazionale di Bologna, della Luiss (Libera Università Internazionale degli Studi Sociali) e di NTV (Nuovo Trasporto Viaggiatori); è Consigliere di Amministrazione del quotidiano La Stampa, del Gruppo francese PPR SA (Pinault/Printemps Redoute), di Tod’s, Indesit Company e Campari.

Diego della Valle è proprietario della Tod’s e presidente onorario della Fiorentina.

Votò e sostenne economicamente il nascente partito di Silvio Berlusconi, ma se ne allontanò due anni dopo, nel 1996. Amico di Clemente Mastella, in vista delle elezioni politiche del 2006 ha rifiutato una candidatura nell’UDEUR. Siede nel consiglio di amministrazione di Assicurazioni Generali Spa, Ferrari Spa, Le Monde Europe S.A., LVMH Moet Hennessy Louis Vuitton.

A questo punto, non vale la pena di chiedersi quale possa essere il futuro di una testata così importante visti i soggetti che ne sono da oggi alla guida e il fatto che Rcs Mediagroup ha chiuso il 2009, secondo una nota del gruppo, con perdite nette per 129,7 milioni di euro, rispetto all’utile di 38,3 milioni di euro dell’esercizio precedente?

Nel primo editoriale del Corriere della Sera si può legge: “A’ giornali dello scandalo e della calunnia sostituiamo i giornali della discussione pacata ed arguta, della verità fedelmente esposta, degli studi geniali, delle grazie decenti, rialziamo i cuori e le menti, non ci accasciamo in un’inerte sonnolenza, manteniamoci svegli col pungolo dell’emulazione, e non ne dubitiamo, il Corriere della sera potrà farsi posto senza che della sua nascita abbiano a dolersi altri che gli avversari comuni”.

Dopo centotrentaquattro anni qualche dubbio è più che lecito.

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