Chiuse Ballarò, Anno Zero, Porta a porta e L’ultima parola. La conferenza stampa integrale alla Fnsi
Il Consiglio di amministrazione della Rai ha deciso oggi di sospendere una serie di programmi di approfondimento durante la campagna elettorale, come si legge in una nota.
“Il Consiglio di Amministrazione della Rai, in applicazione del Regolamento della Commissione Parlamentare per l’Indirizzo Generale e la Vigilanza dei Servizi Radiotelevisivi, ha deliberato a maggioranza la sospensione temporanea, per il periodo relativo alla seconda fase della campagna elettorale, della messa in onda dei programmi di approfondimento informativo ‘Porta a Porta’ (Raiuno), ‘Annozero’ e ‘L’ultima Parola’ (Raidue), ‘Ballarò’ (Raitre)”, si legge in una nota.
Prima iniziativa di protesta convocata dalla FNSI domani alle 20.00 alla sede Rai di Roma di via Teulada in corrispondenza con la mancata messa in onda della puntata di Ballarò e di Porta a porta.
Qui l’audio integrale della conferenza stampa tenutasi oggi alle 17 nella sede della FNSI a Roma
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Fin qui la notizia nuda e cruda, ora le riflessioni.
Quinto Orazio Flacco aveva scritto “Est modus in rebus, sunt certi denique fines, quos ultra citraque nequit consistere rectum” (C’è una giusta misura nelle cose, ci sono giusti confini, al di qua e al di là dei quali non può sussistere la cosa giusta).
Oggi quella misura è stata superata ma non dovremmo sorprenderci più di tanto.
La crisi dell’informazione di cui si parla da tempo (da troppo tempo) ha raggiunto il punto di non ritorno che era facilmente prevedibile.
Come certe famiglie che, facendo finta di niente, spendono denaro virtuale con la carta di credito, così il mondo dei mass media ha creduto di poter usare il “mercato” e le garanzie politiche, non per ricercare e sviluppare nuovi modi di esistere, bensì per consolidare privilegi e storture di una elite marcescente che si è adeguata in modo vergognoso al tracimare della spazzatura in ogni settore dell’informazione.
Non serve ricordare in questa sede il livello infimo raggiunto da certe testate della carta stampata e alcune insostenibili menzogne propagandate dalle emittenti radiotelevisive pubbliche e private.
A nulla sono serviti gli esempi di grande giornalismo ai quali molti di noi si sono ispirati; le voci e le parole, ferme ma flebili, dei reporter di razza si sono perse e si perdono in un mare magnum di ipocrita servilismo.
La decisione politica del governo è stata chiarissima e si allinea ad altre che solo apparentemente non riguardano il mondo dell’informazione (che dire dei pesanti tagli all’istruzione, alla giustizia, alla sanità?)
Se i “padroni del vapore” superano il limite (v. Art. 21- Costituzione Repubblica Italiana), se la libertà di espressione viene pregiudicata da interessi individuali, se il mercato senza regole si sostituisce al libero arbitrio e ci priva della opportunità di condividere le nostre opinioni per confrontarle e trovare insieme il bandolo della matassa, allora possiamo certamente parlare di regime liberticida e non ci rimane altra scelta che quella suggerita da Borrelli: “Resistere, resistere, resistere!”