CIE disumano

di Nichi Vendola

Oggi ho visitato il CIE di Bari che è disumano perché è disumano il concetto stesso che ha portato alla realizzazione di un impianto detentivo come questo. Si tratta di una vera e propria struttura carceraria in cui vengono rinchiuse persone che fuggono dalle guerre, dalle povertà e dalla disperazione, la cui unica colpa è quella di non avere documenti. In un Paese civile queste persone, cui è stato succhiato il sangue e che per la loro stessa sopravvivenza e quella dei loro cari hanno accettato di lavorare e vivere in condizioni disumane, avrebbero dovuto godere di una protezione speciale. In Italia, invece, un Governo xenofobo li rinchiude qui per sei mesi per via di una legge intollerante, la Bossi-Fini, inasprita ulteriormente negli ultimi tempi. La norma in materia di immigrazione del Governo Berlusconi impietosamente trasforma in reato una condizione di vita dei migranti. Chiedo con forza che queste persone sfruttate e vittime di una delle pagine più oscure della civiltà di questo Paese che, è bene ricordarlo, hanno avuto il coraggio di denunciare e reagire al comando dell’ndrangheta, hanno diritto che gli venga riconosciuto il permesso di soggiorno e la protezione umanitaria. Mi sono trattenuto più di mezz’ora a discutere con Avni Er, giornalista democratico e dissidente turco. L’intellettuale, rinchiuso da quattro settimane in attesa di conoscere l’esito della sua domanda di asilo politico, è stato condannato in Italia per terrorismo. Proprio in questi giorni ho firmato un appello affinché gli venga riconosciuto lo status e non venga estradato. In caso di espulsione dall’Italia infatti, sarebbe a rischio la sua stessa vita.

www.nichivendola.it

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