Epifani, “Una grande pagina per il futuro del Paese”
L’Italia oggi si è fermata. Lo sciopero generale indetto dalla Cgil ha avuto un’altissima adesione su tutto il territorio nazionale. Si parla di 1 milione di lavoratori. “Una grande pagina per il futuro del Paese” l’ha definita Guglielmo Epifani. 100 sono state le piazze italiane, dove lavoratrici e lavoratori, giovani studenti, precari e pensionati si sono dati appuntamento per contrastare le politiche economiche e fiscali del governo Berlusconi, per difendere il proprio posto di lavoro in un momento in cui milioni di persone versano in una condizione di assoluta incertezza per il loro futuro.
Fermare i licenziamenti, garantire la Cig in deroga, raddoppiare dell’indennità di disoccupazione e aumentare i massimali CIG, sostenere il reddito e prevedere gli ammortizzatori sociali per i precari. Questi alcuni dei punti che la Cgil si propone, a fronte dei nuovi attacchi che la calsse dei lavoratori e le fasce più deboli della società stanno subendo. Ma non solo.
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Piazze gremite in tutta Italia
A partire dal Veneto, una delle regioni più colpite dalla crisi. Infatti, dopo aver assistito a un boom economico a cavallo tra gli anni ‘80 e ‘90 si trova ora con 250mila lavoratori in cassa integrazione. Dal palco di Piazza Insurrezione alla presenza di circa 40mila lavoratori ha concluso la manifestazione il segretario Guglielmo Epifani: “La cassa integrazione e’ ancora in aumento, cosi’ pure la disoccupazione. I dati ci dicono che siamo precipitati a -24% di produzione industriale, la risalita e’ lenta. Se il governo vuole invertire la tendenza metta subito in busta paga e sulle pensioni un bonus di 500 euro che equivale a quanto lavoratori e pensionati hanno mediamente pagato in piu’ di tasse negli ultimi due anni”.
40mila, secondo le stime della camera di commercio, sono stati i lavoratori delle varie categorie, dal pubblico impiego alla sanità, dagli operai metalmeccanici, del commercio e dell’agricoltura che hanno sfilato nel centro storico di Firenze.
Anche a Napoli affluenza record con 30mila lavoratori che hanno dato vita ad un lunghissimo corteo partito da piazza Mancini a piazza Matteotti per rivendicare la condizione delle aziende dove lavorano, come come la FIAT Auto di Pomigliano, la FIAT Avio, La Tirrenia, la Fincantieri di Castellammare di Stabia e la Sirti.
A Torino si parla di oltre 70mila lavoratori che hanno dato vita a 27 presidi, due i cortei, uno di studenti a Torino e l’altro, al quale partecipano i metalmeccanici, a Grugliasco.
Anche a Milano la manifestazione partita da Piazza Oberdan è stata sentitamente partecipata da oltre 50mila persone, tanto che all’entrata della testa del corteo a Piazza del Duomo, il lungo serpentone di bandiere rosse sfilava ancora per le strade della città. Ma tutta la Lombardia è stata coivolta dalla mobilitazione della Cgil, da Pavia, Legnano , Como , Brescia, Bergamo, Mantova, Monza, Lecco, Varese, Cremona, Lodi e Valcamonica.
A Reggio Emilia 10mila persone, secondo le stime della Camera del Lavoro, hanno percorso tutta la via Emilia, da viale Montegrappa a piazza Gioberti, per giungere a piazza della Vittoria.
Anche nel sud affluenza massiccia di partecipanti. A Palermo si sono trovati in 2.500, mentre a Messina si è tenuto un presidio davanti all’agenzia delle entrate. “Abbiamo scelto l’Agenzia delle entrate per manifestare perché oltre al nodo lavoro, c’è un dato gravissimo che riguarda il fisco che in Italia colpisce in maniera asimmetrica lavoratori dipendenti e autonomi, penalizzando fortemente i primi”, ha precisato il Segretario Generale della CGIL di Messina Lillo Oceano.
A Cagliari assieme ai lavoratori sono scesi anche gli studenti per ribadire la soluzione drammatica in cui versa la pubblica istruzione italiana. A Genova, secondo le stime della CGIL i due cortei cittadini hanno registrato un’affluenza di 15mila lavoratori. Entrambi i cortei sono stati aperti da uno striscione contro le modifiche dello statuto dei lavoratori. Su quello proveniente dalla Lanterna c’era scritto “Articolo 18 – no alla legge taglia diritti”, mentre in testa al corteo proveniente da Brignole, appariva lo striscione del comparto edile, la FILLEA, “l’articolo 18 non si tocca’”.
Non ultimo dato significativo la presenza degli studenti delle scuole superiori e degli atenei scesi assieme alla Cgil in tutte le piazze italiane. Si parla di circa 100mila studenti, secondo le stime complessive che hanno protestato – come hanno sottolineato la Rete degli studenti e l’Unione degli Universitari – contro le politiche del governo in materia di istruzione e mettere al primo posto dell’agenda della politica italiana l’investimento sull’istruzione, che rappresenta la chiave per uscire da questa crisi e per la difesa del futuro.
Altissima l’affluenza anche nella capitale dove un lunghissimo corteo partito da Piazzale Flamino ha raggiunto Viale Mazzini davanti alla sede Rai dove si è tenuto un comizio. In contemporanea gli studenti e i Cobas partiti in corteo da Piazza Piazza della Repubblica si sono dati appuntamento davanti al Ministero della Pubblica Istruzione, dove è in corso un “assedio permanente”, come avevano preannunciato i comitati di base.
Attacco duro del ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Maurizio Sacconi che attacca l’organizzazione sindacale: “Lo sciopero promosso dalla Cgil si svolge per la prima volta alla vigilia di un’elezione generale nel Paese a conferma della sua motivazione squisitamente politica e collaterale ai partiti di opposizione. Mai il sindacato aveva in passato utilizzato il periodo pre-elettorale” E ancora “La linea “politicista” adottata dalla Cgil – ha detto Sacconi – spiega la bassa adesione allo sciopero e il suo isolamento da tutte le altre organizzazioni rappresentative dei lavoratori e degli imprenditori”. Secca la replica della Cgil “Sacconi, parla di sciopero politico, non riuscito? E’ l’ennesima occasione persa per fare silenzio. Esca dall’ufficio – ha detto la Cgil – e guardi Roma e le altre città. Avrà la percezione che si è tanto sbagliato”.
Le adesioni allo sciopero
Questa giornata ha visto anche un’altissima adesione allo sciopero. Solo alla Mirafiori di Torino, secondo il sindacato, hanno aderito il 50% dei lavoratori. Nel torinese, secondo la Fiom, l’adesione allo sciopero e’ stata complessivamente del 60%. All’Alenia di Caselle, del 70% a Scarmagno ex Olivetti, ed in molte aziende, specie medio-piccole, l’astensione dal lavoro, proclamata dalla Cgil per quattro ore, e’ diventata di otto ore.
Ma in altri comparti si è addirittura arrivati ad una adesione pari all’80%, come all’Iveco. Secondo il ministero della Funzione pubblica l’adesione dei lavoratori pubblici ha registrato una media nazionale dell’8,46%, calcolata tra il comparto Ministeri, della Scuola delle Regioni e degli enti locali.
Altissime le percentuali nel napoletano. Secondo dati forniti dall’organizzazioen sindacale, alla Whirpool, nei cantieri della metropolitana e all’Aprea di Torre Annunziata le astensioni hanno riguardato il 100% dei dipendenti; il 90%
degli impiegati nei call center ha scioperato, cosi’ come l’82% degli operai della Marelli di Caivano, l’80% di queli della Sirci a Volla e il 75% dell’Alenia a Capodichino.
Massiccia adesione anche in uno dei comparti più delicati, quello dei trasporti , dove l’adesione complessiva allo sciopero ha superato il 55%. In particolare, le metropolitane nella capitale si sono fermate, il trasporto su gomma urbano ed extraurbano ha raggiunto punte del 55% (con il trasporto privato all’80% di adesione), il trasporto aereo ha fatto registrare un 50% con punte che sfiorano il 70%, il trasporto taxi è stato interessato al 40%, il settore merci ha scioperato al 30% e gli impianti fissi delle ferrovie (la mattina) al 60%. Adesione record nella capitale per lo sciopero del TPL dove il 55% dei lavoratori ha incrociato le braccia. Anche a Bologna si sono raggiunti picchi del 75% di adesioni.
Disagi nei trasporti
Proprio per questo i disagi si sono fatti sentire e avranno ripercussioni anche nel corso delle prossime ore. Alitalia ha già cancellato 150 voli, mentre in diverse città si sono fermate le metropolitane, come a Roma e Milano.
Disagi anche per chi viaggia in nave e in traghetto, dove le partenze portano dei ritardi di oltre 4 ore. Fermi i camionistiper tutto l’arco della giornata ed il personale dell’Anas. Sciopero per l’intera giornata anche nel settore dell’autonoleggio, del soccorso autostradale, delle autoscuole, trasporti funebri e degli impianti a fune.
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