Napolitano e i magistrati uccisi di serie a e serie b. Ma forse è un’altra la questione
di Paride Leporace
Il terrorismo ha vittime di serie a e di serie b. Qualcuno ha scritto che ci sono vite leggere come piume e altre pesanti come montagne. Noi che raccontiamo pensiamo che tutti gli uomini che sono morti per la loro funzione sono uguali. Per lo Stato non è così. In questi giorni ne abbiamo prova in occasione del trentesimo anniversario che vide cadere tre magistrati nel giro di pochi giorni a Salerno, a Roma e a Milano. A Salerno l’Anm l’altro giorno ha celebrato il trentesimo anniversario della morte del procuratore Nicola Giacumbi. Una manifestazione locale. Il ministero della Giustizia ha sbrigato la pratica con un rigo e mezzo sul suo sito. Oggi invece era il trentesimo anniversario della morte di Girolamo Minervini. Anche qui una manifestazione locale. Una corona deposta dal consiglio comunale di Roma Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ha fatto sentire la sua voce solo in occasione del trentesimo anniversario dell’assassinio del giudice Guido Galli, ha inviato alla moglie, signora Bianca Berizzi Galli, un messaggio in cui esprime sentimenti di commossa e solidale vicinanza: «Rinnovare il ricordo di Guido Galli – un giudice il cui impegno si contraddistinse per professionalità, sensibilità umana e riservatezza – costituisce doveroso riconoscimento di un così alto esempio di eroismo civile e insieme sincero apprezzamento del coraggio e della dignità con cui voi familiari avete saputo affrontare tale gravissima perdita guardando al futuro in coerenza con il lascito morale ed intellettuale di Guido Galli. Ho già avuto modo di rimarcare quanto efficacemente il dottor Galli, nel rigoroso rispetto della legalità, seppe contrastare i disegni eversivi del terrorismo. Ed è motivo di comprensibile indignazione che ad alcuni dei suoi assassini sia stato concesso di fruire di «tribune» per ricostruire i tragici fatti di allora, con memorie romanticheggianti e autogiustificative. Le iniziative di riflessione programmate anche presso l’Università di Milano – dove suo marito svolgeva attività didattica e dove fu colpito a morte – contribuiranno ad una più approfondita comprensione di quelle vicende attraverso una compiuta analisi del modo in cui un magistrato esemplare ha esercitato le sue funzioni e dei valori che hanno costantemente ispirato il suo impegno umano e professionale. Con questo spirito, le rinnovo i sentimenti di gratitudine e di solidarietà di tutti gli italiani». Evidentemente al presidente della Repubblica premeva censurare solo il diritto di espressione di un film dedicato al terrorismo. Giacumbi e Minervini evidentemente non meritano ricordo.
La figlia di Guido Galli, magistrato, interverrà domani sera a Tv7 alle 24,10 criticando il percorso di recupero effettuato da Sergio Segio. Anche al telegiornale di Minzolini non hanno pensato ai figli di Giacumbi e Minervini..






