Rutelli: “Io non ci sono nell’Archivio Genchi”

di Emilio Grimaldi

Alla fine dell’incontro al Caffè letterario di Catanzaro non si fa più in tempo a rivolgere nessuna domanda in pubblico a Francesco Rutelli, ex presidente del Copasir, Comitato parlamentare della sicurezza della Repubblica. Io, che vi ero andato proprio per chiedergli una cosa su questo mi avvicino. È impegnato a firmare delle dediche al suo nuovo libro: “La Svolta”. La sua guardia del corpo mi ferma: “Cosa vuole fare?” “Solo porgli una domanda”, rispondo. “Ok”, mi dice. “Solo breve perché siamo in ritardo. Dobbiamo andare a Lamezia Terme”, mi sollecita. “Non si preoccupi, solo una”, gli replico. E così mi appropinquo a lui. Quando comincio a parlare qualche candidato di “Alleanza per la Calabria” delle prossime elezioni regionali in Calabria, avendo capito il motivo della mia richiesta, inizia a sospirare, mentre Rutelli addirittura mi ringrazia per la domanda.

Onorevole! Una domanda, perché non si è dimesso, in qualità di presidente del Copasir, in occasione del cosiddetto “Archivio Genchi”? Il suo nome faceva parte delle informazioni sequestrate al consulente della magistratura.

Cosa è l’archivio Genchi?

Come cosa è? Siete stati voi del Copasir a definirlo così?

La faccio a lei una domanda: la stessa parola “archivio”…?

Il materiale sequestrato dal Ros di Roma a Genchi, poi a disposizione del Copasir.

Cosa contiene l’archivio, me lo dica?

Scusi, onorevole, se lei risponde con un’altra domanda come facciamo ad andare avanti?

Io non ci sono nell’Archivio. Non c’è un numero di telefono che risale a me.

Come non c’è? Anche davanti al Senato della Repubblica alla precisa interrogazione del suo collega Li Gotti, rispose di no… ma nel libro: “Il caso Genchi. Storia di un uomo in balia dello Stato è citato in alcune intercettazioni”.

Genchi quando venne in udienza al Copasir mi disse che io ero parte solo lesa.

Quindi Genchi le ha detto così su una cosa di cui avrebbe dovuto relazionare in quanto a sua disposizione?

Io a Genchi gli ho fatto tre denunce penali.

Allora, se lo ha denunciato vuol dire che c’è nell’Archivio. E allora per una certa correttezza, etica nella politica, – il sindaco le ha rivolto parole molto gentili. Ha parlato di lei come un “galantuomo della politica”. Di una certa “educazione nella cosa pubblica” – e quindi avrebbe dovuto almeno astenersi dal ricoprire quell’incarico per dimostrarla così a tutti gli italiani. O no?

Cosa è il codice etico?

Un insieme di regole che i politici si auto impongono.

Io non ci sono nell’Archivio.

Ma come? La chiamano amichevolmente anche “Rutellone”?

Se io parlo con te o con lei di una terza persona non vuol dire che anche lei sia coinvolta. No, non ci sono.

Lei è amico di Saladino?

No.

Lo conosce?

Certo. Siamo stati insieme ad alcune riunioni di Comunione e Liberazione. Comunque, mi ha fatto piacere che mi ha posto questa domanda. Anche se lei, secondo me, non ha capito la questione.

Dipende dalle risposte che si danno.

Mi dia la sua mail, così le mando le tre denunce.

La sua Segreteria già la conosce. Mi ha scritto una volta.

Dia la sua mail alla mia segretaria, così potrà scrivere che ho ragione.

No. Io scrivo i fatti. Solo quelli.

http://emiliogrimaldi.blogspot.com/

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