Giorgio Comerio oltre a trafficar rifiuti nascondeva Gelli a Montecarlo
di Paride Leporace
Una vecchia storia lega Licio Gelli al boss del traffico dei rifiuti nucleari e delle ‘navi dei veleni», l’ingegner Giorgio Comerio, chiamato in causa anche per la morte dei giornalisti del Tg3 Ilaria Alpi e di Milan Hrovatin. Fu proprio Comerio ad ospitare nella sua casa di Montecarlo Licio Gelli fuggito dal carcere svizzero. Un elemento contenuto nella inchiesta sulla centrale Enea di Rotondella e che «incrocia» già all’inizio degli anni Ottanta realtà finora distinte come la P2 e il traffico internazionali di rifiuti, anche nucleari. A rivelarlo, nel corso di una recente audizione davanti alla commissione d’inchiesta sulle ecomafie, è stato l’ex maresciallo Nicolò Moschitta, che faceva parte del gruppo di lavoro che ha coadiuvato il magistrato Franco Neri nella delicata inchiesta. Tra l’altro, nello stesso ristretto gruppo c’era il capitano Natale Di Grazia, morto in circostanze mai del tutto chiarite e che stanno interessando la commissione presieduta da Gaetano Pecorella. Moschitta ha detto: «Sono andato personalmente ad acquisire un documento a carico di Giorgio Comerio, titolare della ODM. In modo particolare si trattava della fuga di Licio Gelli da Lugano fino al suo rifugio segreto nel principato di Monaco. Ci risulta che la casa in cui era ospitato Licio Gelli era di Giorgio Comerio». L’ex maresciallo andò in pensione a 44 anni dopo un infarto e 4 bay pass frutto delle forti pressioni subite durante l’inchiesta: «E’ sembrato che forze occulte, di non facile identificazione, abbiano controllato passo passo gli investigatori nel corso delle varie attività svolte», scrisse il maresciallo in un rapporto alla magistratura. Moschitta ha ricordato che la moglie di Comerio, Maria Luigia Nitti, ha detto a verbale cose «molto importanti». Tra l’altro che «nella primavera del ‘93 Comerio, temendo di essere intercettato perchè si era dichiarato agente dei servizi segreti, viene convocato per delle indagini sugli attentati di Roma e Firenze. In modo particolare, la signora ricorda che si trattava dell’attentato ai Georgofili di Firenze e a Roma nello stesso periodo, ricordiamo il tentativo effettuato contro il giornalista Maurizio Costanzo». «L’unica cosa che mi piacerebbe sapere – ha detto Moschitta – è perchè questo personaggio, nonostante tutta una serie di indicazioni ben precise, sia mai stato rimandato a giudizio. Oggi mi sembra che sia in Tunisia e continua a fare la sua attivita». Comerio è famoso anche come inventore di un sistema di seppellimento in mare di «siluri» che vengono sparati e interrati sul fondo e che contengono rifiuti pericolosi o radioattivi. Secondo un rapporto dell’Arma Comerio «è al centro (…) di una organizzazione mondiale dedita allo smaltimento illecito dei rifiuti radioattivi nell’ambito di uno scenario inquietante, dove si muovono soggetti senza scrupoli, compresi uomini di governo di tutte le latitudini che pur di trarne vantaggi economici non stanno esitando a mettere in pericolo l’incolumità dell’intera popolazione mondiale». Ora questa novità finora sepolta negli archivi porta a retrodatare, e di molto, l’intreccio fra certi circoli economici, dediti allo smaltimento illecito di rifiuti nucleari, la criminalità e le logge coperte a cominciare dal ‘Gran Patron’ della P2 Licio Gelli.






