Intercettazioni: ddl rimandato, governo sconfitto
La conferenza dei capigruppo alla Camera ufficializza lo slittamento: a settembre o data da destinarsi. Esultano le forze di opposizione. Cgil: “Grande vittoria, ma non abbassare guardia”. Fnsi: è riscatto dell’opinione pubblica. La mobilitazione continua
Il ddl intercettazioni è slittato a settembre. Lo ha comunicato ufficialmente ieri sera (29 luglio) la conferenza dei capigruppo alla Camera. Si aprirà solo la discussione generale, mentre il dibattito sulle pregiudiziali è rimandato dopo la pausa estiva, a settembre o data da destinarsi. Il ddl verrà esaminato oggi (30 luglio), ultimo giorno di lavoro della Camera prima della pausa, in coda ai decreti legge sulla Tirrenia e in materia di energia, all’ultimo punto dell’ordine del giorno. Per la discussione generale sono previste in calendario sette ore. Esultano tutte le forze di opposizione politica e sociale, che dal 28 luglio avevano aderito al presidio-maratona di 24 ore del Popolo viola davanti Montecitorio. Fammoni (Cgil), sconfitta politica del governo Per prima la Cgil. Il rinvio è “un successo importante del movimento che ha dato vita al comitato per la libertà e il diritto all’informazione e la prima vera sconfitta politica del governo”. Così il segretario confederale, Fulvio Fammoni. ‘“Dicevano – aggiunge – che era inutile manifestare contro la legge bavaglio e invece una coerente iniziativa di mobilitazione ha prodotto prima importanti modifiche al testo e adesso il rinvio della legge”. Tuttavia, secondo Fammoni, “il rinvio non basta, perchè il testo della legge resta grave e sbagliato, in particolare sulla giustizia e sulle norme relative ala rete. Occorre, quindi, non abbassare la guardia e proseguire l’iniziativa di mobilitazione. Questo importante risultato non può far calare il silenzio sui tagli all’editoria, alla cultura e allo spettacolo, un altro modo per rendere l’informazione meno libera”. Fnsi, è riscatto dell’opionione pubblica Per il segretario della Federazione nazionale della stampa, Franco Siddi, è ‘“apprezzabile” il rinvio del voto, perchè “consente sempre una nuova riflessione: la forza dell’opinione pubblica e anche del giornalismo in contrasto con una legge squilibrata e ingiusta si è fatta sentire”. Stavolta il Parlamento, a suo giudizio, “pare prestare ascolto alle reazioni della società: dovrebbe farlo sempre, per noi è positivo che questo stia accadendo. E’ di tutta evidenza che le circostanzepolitiche, cioè il contrasto in seno al Pdl, hanno spinto la stessa maggioranza e il governo a una scelta che un mese fa non avrebbero fatto. Ma è altrettanto chiaro che questo contrasto pare fondato su ragioni di sostanza che colgono un sentire diverso che sale da ampi settori della società”. Ordine dei giornalisti, non abbassare guardia Un primo passo, ma attenti a ciò che accadrà in autunno. L’avvertimento arriva dall’Ordine dei giornalisti. Così il segretario del Consiglio nazionale, Giancarlo Ghirra: “E’ un primo, rilevante successo dei giornalisti, del Parlamento e dei cittadini che rischiano di perdere il diritto a essere informati sulle malefatte delle cricche politico-affaristiche. Non bisogna tuttavia abbassare la guardia, perchè in autunno i tentativi di imporre divieti autoritari alla libertà di stampa torneranno prepotentemente alla carica”.
di rassegna.it






